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Storia di ordinaria buona sanità

Data Pub: 
21/10/2017

Sono un medico che ha lavorato per circa quaranta anni al Policlinico Universitario di Messina e, come tutti i medici, leggo molto spesso denunce da parte di cittadini che si dichiarano “vittime” di episodi di mala sanità che naturalmente mi fanno molto soffrire e molto riflettere. Leggo raramente di storie in cui i medici sono considerati per quello che realmente dovrebbero rappresentare, e cioè coloro che si occupano di alleviare le sofferenze dei malati e, se possono, anche guarire le malattie..

Certamente le storie “cattive” fanno più notizia…ma per amore di verità ho deciso di raccontare quello che è capitato a me in occasione di una grave malattia di una persona a me molto cara.

Al nostro arrivo al Pronto Soccorso Generale del Policlinico Universitario di Messina, nonostante medici e infermieri fossero impegnati con tanti altri pazienti , il triage è stato eccellente e rapido: le è stato assegnato “Codice giallo”, rilevati tutti i parametri vitali, richiesta immediatamente la consulenza neurologica che è arrivata dopo pochissimi minuti.

In pochissimo tempo sono stati effettuati gli esami neuroradiologici necessari e il controllo cardiologico. La diagnosi di ischemia cerebrale ha richiesto il ricovero nella Unità di Stroke nella quale, in quel momento, i posti erano tutti occupati e i colleghi hanno fatto in modo di trasferire immediatamente un paziente che era in fase di risoluzione in una diversa Unità Operativa. Importante sottolineare le modalità con le quali ciò è avvenuto: nonostante la concitazione del momento la collega neurologa ha trovato il modo di spiegare al paziente da trasferire le motivazioni che comunque gli avrebbero causato qualche disagio (erano le 20,30..), per cui il paziente ,non solo ha accettato di buon grado di farsi spostare, ma ha anche voluto salutarci e farci gli auguri di pronta guarigione..

La stanza a due letti era occupata da un paziente maschio e i colleghi ci hanno spiegato che purtroppo quello era l’unico posto disponibile e che un paravento avrebbe reso possibile e meno disagiata la convivenza… Posto che i malati (e anche i medici e gli infermieri) non dovrebbero avere di questi problemi “sessuali” la delicatezza dei colleghi  è stata davvero importante. La convivenza non ci ha creato alcun problema, anzi abbiamo fatto amicizia con i parenti dell’ammalato e ognuno ha cercato di rendersi utile all’altro, così come si fa in situazioni di difficoltà.

Ma la cosa importante che voglio sottolineare a proposito della degenza nella Unità Operativa di Stroke è la grandissima professionalità di tutto il personale, medici, infermieri e personale ausiliario, tutti, nessuno escluso!

Nei primissimi giorni di degenza il Direttore, Prof.ssa Rosa Musolino, era assente per ferie, ma non abbiamo assolutamente sentito la sua mancanza, perché tutto ha funzionato alla perfezione: ci siamo sentite accolte, ascoltate, comprese, aiutate. Tutto era eseguito con modalità precise, dalla igiene personale alla terapia ai vari esami diagnostici effettuati in altri reparti, e su tutto ci venivano date esaurienti spiegazioni.

Da sottolineare il fatto che i pazienti con problemi simili alla mia congiunta si trovano ricoverati insieme ad altri affetti da diverse patologie neurologiche e che, come accade ormai in tutti gli Ospedali Italiani, il personale infermieristico e ausiliario è al di sotto della norma…Nonostante ciò gli infermieri e il personale di supporto trovavano il modo , non solo di adempiere con professionalità le loro mansioni, ma anche di coccolare gli ammalati con sorrisi e carezze..

Cosa dire infine, dei colleghi che si sono occupati della degenza, se non che la nostra gratitudine resterà per sempre? Voglio ringraziarli tutti, uno per uno, ad iniziare dal Direttore, Prof.ssa Rosa Musolino, che ha fortemente voluto creare questa unità operativa tra mille difficoltà e molti ostacoli, sacrificando il suo tempo e le sue energie non solo nella cura dei malati, ma anche ,anzi soprattutto, nella preparazione e nella motivazione del Personale, medico e non, al quale riserva sempre, in ogni occasione, pillole preziose di esempio e incoraggiamento.

Quando ci siamo incontrate al suo rientro dalle ferie ho capito che lei era già informata di tutto e, quando l’ho ringraziata per come ci avevano trattate, ha avuto solo parole di elogio per i suoi collaboratori, che l’avevano supportata nella creazione e nel proseguimento di questa speciale unità operativa.

Difficilmente si sente un Direttore parlare così bene dei collaboratori mettendosi in secondo piano, e questo la dice lunga sulla grandezza della Prof.ssa  Musolino,  esempio di maestro che molti dovrebbero seguire.

 I suoi giovani Specializzandi, Domenico Cosenza, Jolanda De Caro e Santi Galletta, e i Borsisti, Rita Colella e Cristina Dell’Aera, sono fortunati ad avere una Maestra simile!

 Altrettanto fortunati i Medici Strutturati che si trovano ad avere un così importante supporto e ai quali va tutto il mio ringraziamento e la mia stima: Carmela Casella, Masina Cotroneo, Maria Carolina Fazio, Francesco Grillo, Paolino La Spina, grazie di cuore per tutto!

Quello che emerge tra di loro è soprattutto il lavoro di squadra: mai abbiamo sentito rispondere ad una nostra domanda  “ora chiedo a..” Tutti erano costantemente e contemporaneamente informati di tutti su tutto, e ciò perché, nonostante i turni, esiste un modo di comunicare tra loro le notizie importanti dei pazienti affidati alle loro cure. Per un ammalato questo diventa importantissimo, perché non si sente una numero o una cartella, ma una persona della quale tutti si occupano allo stesso modo.

Questa è stata la mia esperienza e ho sentito che era mio dovere parteciparla agli altri che, come me, possono trovarsi dall’altra parte della barricata, quella più difficile.

Chi mi conosce sa che ho sempre detto e scritto quello che pensavo veramente, anche a costo di risultare sgradevole.

La Buona Sanità esiste. Io l’ho incontrata.

 

Messina 20 settembre 2017                                                    Alfonsa Pizzo

 

 



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