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Comunicati Stampa

Malattie rare: I Centri di riferimento Regionali a confronto nel Forum di Palermo

Data Pub: 
25/02/2015

Maggior numero di casi segnalati presso l’AOUP “G. Martino” di Messina

“Nessuna malattia è così rara da non meritare attenzione”. È lo slogan scelto per il 1° Forum sulle Malattie rare che si terrà al castello Utveggio di Palermo venerdì 27 febbraio nell’ambito delle manifestazioni a favore delle Malattie rare. È anche il motto che il Comitato Scientifico del convegno, - presieduto dal prof. Antonio Toscano, responsabile del programma Malattie rare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico (AOUP) “G. Martino” - ha scelto di mettere in evidenza in questa occasione. Una opportunità concreta, per far conoscere la situazione della Sicilia in questo campo. Malattie che un tempo non avevano un riconoscimento ufficiale e per le quali, di conseguenza, i pazienti affetti non ricevevano la dovuta attenzione sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico ed assistenziale.

Dal 2011 ad oggi, da quando è stato approvato il decreto dell’Assessorato Regionale alla Salute che ha istituito i Centri di riferimento per le Malattie rare, molte cose sono cambiate.

Più informazione, più conoscenza, più dati sul fronte epidemiologico. L’obiettivo è quello di favorire un sistema che, consolidando il numero di dati e di casi, consenta di definire meglio la dimensione del problema, limitare il numero di viaggi fuori regione e supportare la ricerca clinica. 

8411 i casi segnalati dai Centri Siciliani nel Registro Nazionale in meno di 4 anni; di questi, oltre 1900 (circa un ¼ del totale), sono stati diagnosticati dall’AOU “G. Martino”, la struttura ospedaliera siciliana che, al momento, ha rilevato ed inserito nel registro il numero più alto di casi.  L’AOU “G. Martino” ospita infatti sei realtà che già da tempo si occupano di malattie rare; esse abbracciano più ambiti di specializzazione: malattie neuromuscolari (responsabile prof. A. Toscano), malattie gastroenterologiche (dr. W Fries), malattie del metabolismo e delle ghiandole endocrine dell’infanzia (dr. F. Lombardo), malattie di interesse neuropsichiatrico infantile (dr.ssa M. Bonsignore), malattie genetiche (dr.ssa S. Briuglia) e malattie delle ghiandole endocrine e dei disturbi immunitari (dr.ssa P. Quattrocchi).

Dal monitoraggio sviluppato a livello regionale in questi anni sono emerse 301 diverse patologie rare; tra le più frequenti, la Sindrome di Down (675 casi), le Sindromi da Duplicazione/deficienza cromosomica (413 casi), le Talassemie (353 casi) e, tra le Malattie neuromuscolari, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie muscolari e le Miopatie metaboliche (oltre 700 casi).

La creazione del registro regionale ha permesso nel tempo di rilevare l’impatto che questo tipo di patologie determinano sul territorio; sviluppando così una maggiore attenzione in termini di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e terapia.

Locandina

Neurochirurgia mini invasiva: La formazione sul campo al policlinico G. Martino

Data Pub: 
12/02/2015

Esplorare il cervello da vicino. Conoscere gli aspetti anatomici ed agire riproducendo le situazioni che potrebbero presentarsi in sala operatoria. Avranno questa possibilità i giovani neurochirurghi che venerdì e sabato parteciperanno, presso la sezione di Anatomia  umana normale della torre biologica dell'AOU G. Martino, al corso di dissezione anatomica di neurochirurgia mini invasiva:“Hands- on course and live surgery”, promosso e presieduto dal Prof. Francesco Tomasello.

In un momento in cui in Italia vi sono sempre meno possibilità di formazione chirurgica sul campo, specie in neurochirurgia, questo corso di anatomia su cadavere è l’unico evento in programma da Napoli in giù. Due giornate intense che uniscono teoria e pratica e che consentiranno ai partecipanti di “ mettere mano”, nel vero senso della parola. L’obiettivo è quello di creare le condizioni per apprendere le tecniche di ultima generazione, fondamentali nel trattamento delle lesioni e dei tumori della base del cranio e dell’area angolo ponte cerebellare. Metodi che uniscono all'esperienza, anche la capacità di utilizzare le tecnologie oggi disponibili.

All’incontro saranno presenti specialisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Si consolida, infatti, la vocazione internazionale che la scuola neurochirurgica di Messina già da tempo sta sviluppando. Tra i corsisti anche un gruppo di medici provenienti dal Marocco e dall’Egitto.

Altre importanti novità con un forte impatto didattico sono previste in questo Corso, quali interventi chirurgici "dal vivo" in collegamento con un centro molto qualificato degli Stati Uniti e dalla Sala Operatoria della Neurochirurgia del Policlinico. Una opportunità per verificare le nostre infrastrutture di rete. Inoltre, verrà presentato un nuovo sistema capace di tradurre le immagini diagnostiche in una rappresentazione in 3-D dell'anatomia di uno specifico caso clinico.

I docenti e i professionisti che si alterneranno nel corso della due giorni approfondiranno diversi aspetti legati all’anatomia complessa , agli approcci chirurgici e alle strategie preventive, con tutte le valutazioni in termini di rischi, benefici ed effetti.

Stent riassorbili anche a Messina: i primi impianti al policlinico “G. Martino”

Data Pub: 
23/01/2015

Sono i primi stent coronarici completamente riassorbili ad essere stati impiantati in provincia di Messina. Nei giorni scorsi l’équipe di Cardiologia Interventistica dell’AOU “G. Martino” ha applicato, nelle arterie coronarie di due giovani pazienti colpiti da infarto miocardico, un BVS (Bioreasorbable vascular scaffold), un’impalcatura vascolare bioriassorbibile. Un ausilio già utilizzato con successo in alcune realtà ospedaliere siciliane; adesso anche la Città dello stretto può contare su un punto di riferimento in questo campo.

Diversi i vantaggi per il paziente, rispetto alla classica angioplastica con lo stent coronarico in metallo, che rimaneva in modo permanente nelle coronarie. Il dispositivo infatti, composto da un polimero di acido polilattico, mantiene la coronaria aperta per un tempo sufficiente a permettere che la placca aterosclerotica guarisca; dopo sei mesi il BVS comincia a dissolversi, per poi scomparire del tutto nell’arco di due anni. Nell’organismo, dunque, non rimane nessun corpo estraneo, e si riduce il rischio di eventi avversi a distanza, quali la trombosi tardiva dello stent, ed anche la necessità di assumere farmaci antiaggreganti a lungo termine. Si evitano, inoltre, i problemi legati alla compatibilità degli stent con la risonanza magnetica, ed anche un successivo intervento di cardiochirurgia, qualora fosse necessario, diventa più semplice. I candidati ideali all’impianto del BVS sono i soggetti più giovani (in genere di età non superiore ai 65-70 anni) che conducono una vita attiva e non sono affetti da particolari malattie. La decisione finale relativa all’impiego del BVS, comunque, può essere presa solo dopo la coronarografia.

Comunicato

Fibrosi Cistica: Domenica al policlinico “G. Martino” i risultati della ricerca L.IN.F.A.

Data Pub: 
21/01/2015

Affrontare la fibrosi cistica dall’interno. Valutare gli aspetti clinici della patologia, ma al tempo stesso fornire gli strumenti alle famiglie per comprendere come essa possa essere affrontata. Domenica 25 Gennaio dalle 9 alle 13 - nell’aula magna di pediatria dell’AOU G. Martino ( Pad. NI) - ci sarà un incontro dal titolo“Qualità di vita e nuove prospettive terapeutiche in Fibrosi Cistica”, promosso dall’U.O. di Gastroenterologia Pediatrica e Fibrosi Cistica diretta dal prof. Giuseppe Magazzù.

Un momento di confronto tra genitori e operatori sanitari, voluto per illustrare i risultati della ricerca LINFA, il laboratorio interattivo sulla fibrosi cistica nell’adolescenza. Un lavoro al quale hanno partecipato 168 famiglie che ogni giorno convivono con questa patologia.

L’obiettivo è anche quello di approfondire i percorsi di cura e le nuove prospettive terapeutiche per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) e con la Doxapharma.

 

Locandina

Pronto Soccorso AOU G. “Martino”: Completati i lavori

Data Pub: 
23/12/2014

Completati i lavori di ristrutturazione del pronto soccorso dell’AOU G. Martino. Da oggi le attività della medicina e chirurgia d’accettazione e di urgenza riprendono a pieno in un ambiente rinnovato. È stata ampliata la sala d’attesa e rimodulati gli spazi del triage per facilitare i percorsi, sia dei pazienti che degli operatori.   

Comunicato

Morbo di Dupuytren: una iniezione perché le dita della mano tornino ad estendersi senza chirurgia

Data Pub: 
12/12/2014

Al policlinico G. Martino i primi due pazienti in Sicilia trattati con questo metodo

Una infiltrazione che consente di evitare l’intervento chirurgico. Per la prima volta in Sicilia due pazienti affetti dalla malattia di Dupuytren, patologia benigna che colpisce la mano, sono stati trattati presso l’AOU G.. Martino di Messina con iniezioni di collagenasi. Una procedura, quella eseguita dal Prof Michele Colonna nell’UOC diretta dal prof. Francesco Stagno D’Alcontres, che sfrutta le potenzialità di questo enzima per sciogliere le corde patologiche del morbo di Dupuytren, situate nel palmo della mano, che diventano spesse e tendono a retrarsi, impedendo la normale estensione delle dita. I due pazienti non hanno avuto nessun effetto avverso o complicazione; il farmaco iniettato consente di sciogliere la corda ripristinando una normale funzionalità. Si tratta di una sostanza innovativa, pertanto l’iniezione può essere effettuata solo da un chirurgo che abbia l’autorizzazione ufficiale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Fra le malattie della mano, quella di Dupuytren è probabilmente la più frequente. Colpisce con netta prevalenza il sesso maschile (il rapporto è di 10:1), ma il livello di gravità può essere lo stesso anche nelle donne. La sua incidenza tende ad aumentare passati i 50 anni di età. Si presenta per lo più sul lato ulnare della mano; nel 55% dei casi bilateralmente; le dita che vengono maggiormente colpite sono, in ordine di importanza, l’anulare (63%), mignolo (53%), medio (23%), indice (5%) e pollice 3%. Tra i vantaggi dell'utilizzo di questa metodica, l'assenza di ferite e quindi di cicatrici chirurgiche, un tempo di riabilitazione molto più limitato, che prevede di indossare un tutore estraibile per esercizi giornalieri e di notte per un mese, con libertà e ripresa dei movimenti dall'ottava giornata. E soprattutto un tasso di recidiva più basso del 20% rispetto alle recidive post-chirurgiche.

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